lunedì 30 novembre 2009

Nostalgia canaglia

Mio figlio adesso è affetto da nostalgia e non c'è medicina che tenga. Le mie reminiscenze greche dicono che nostalgia significa dolore per il viaggio e, quando mio figlio lamenta dolore alla testa, alle ginocchia, ai piedi, alla pancia, ci sta dicendo che è malato di malinconia.
Troppa concentrazione di affetto in troppo poco tempo.
La mamma, io, ormai è allenata ai tira e molla dell'anima e si coccola con i taralli fatti in casa da una parente di un'amica di mia madre (che belle queste catene gastronomiche!) e le orecchiette o, come le chiamerebbe mia nonna che è di Bari, strascinat fatti dalla prozia Maria che era bambina durante la II guerra mondiale. Questa pasta fresca di semola di grano duro richiede abilità e...unghie corte, altrimenti verranno bucate e non perfette come queste.
Sono più di trent''anni che non le faccio, quando, bambina, passavo i pomeriggi da mia nonna che le faceva abitualmente. Mia madre non le sa fare perchè non le è mai stato insegnato; chissà se sono in grado di ripetere quei gesti prima che la tradizione vada smarrita!
Del mio bottino pugliese fa parte anche il ricettario di mia nonna Maria: una vecchia agenda del 1982 dove annotava oltre alle ricette, i compleanni, le ricorrenze ma anche quando faceva la tinta ai capelli e quanto spendeva...

2 commenti:

  1. ciao, ma con che sugo? Federico

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  2. Ciao Fede! Io le ho fatte con i broccoletti: si lessa la verdura e la pasta insieme, si scolano e si condiscono con olio crudo, un filetto di alice sott'olio e pepe nero macinato al momento. Allo stesso modo si possono fare con il cavolfiore e, naturalmente, con le cime di rape. La domenica, invece, si condiscono con il ragù alla barese, che posterò prossimamente. Baci a tutti e 4!

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