CARTELLATE




Quale miglior modo per concludere il mio primo calendario dell'avvento? 
Il dolce forse più rappresentativo della mia regione insieme al pasticciotto salentino.
Ingredienti comuni associati all'abilità manuale danno origine ad un dolce unico.

La loro origine è antichissima, infatti compaiono addirittura in una pittura rupestre barese del VI secolo a.C come dolci di origine greca offerti a Demetra. Anche il termine “cartellate” deriverebbe dal greco, e precisamente da κάρταλλος (kartallos), ossia “cesto”. Alcune fonti dicono che la forma delle cartellate sia un’allegoria dell’aureola di Gesù Bambino, altri delle fasce in cui venne avvolto dopo essere nato.
Nelle liste delle vivande servite nei banchetti rinascimentali comparivano come “nuvole” e potevano assumere varie forme.
Con il nome di “nevole” sono nei resoconti del banchetto nuziale di Bona Sforza, figlia di Isabella d’Aragona, duchessa di Bari, andata sposa nel 1517 a Sigismondo Re di Polonia: furono la ventottesima portata (fra i 5 tipi di dolci presenti) del sontuosissimo banchetto, accompagnate dall’ippocrasso, un vino dolce speziato.



Questa è l'ultima finestrella del mio personale calendario dell'Avvento che ho aperto sui miei canali social.

Ne approfitto per augurare a tutti un sereno Natale!
 
Qui di seguito l'elenco delle finestrelle già aperte.😉

⭐ Giorno 1 - Tarallucci al vin santo
⭐ Giorno 2 - Sformato di parmigiano
⭐ Giorno 3 - Salatini al formaggio
⭐ Giorno 4 - Danubio
⭐ Giorno 12 - Pizza di scarola
⭐ Giorno 13 - Sformato di colomba* e mele (*da realizzare con il panettone)
⭐ Giorno 15 - Smarties cookies
⭐ Giorno 16 - Sbriciolata di mele
⭐ Giorno 17 - Bignè rustici
⭐ Giorno 18 - Pettole pugliesi
⭐ Giorno 19 - Cioccolatini Anna
⭐ Giorno 20 - Focaccia di camera
⭐ Giorno 21 - Spaghetti con le vongole
⭐ Giorno 22 - Glassa al cacao per accompagnare pandoro o panettone
⭐ Giorno 23 - Ventaglietti

Se seguissi le dosi di mia nonna, finireste per friggere per ore e sfamare un reggimento. Lei infatti impastava un kg di farina a mano.

Ingredienti: 
  • 500 g di farina di tipo 0
  • 100 g di olio extravergine d'oliva
  • 100 g di vino bianco tiepido
  • olio d'oliva o di semi d'arachide per friggere
  • un litro di vincotto d'uva o fichi
Su una spianatoia fate una conca con la farina e aggiungete olio e vino. Impastate fino ad ottenere una palla. Potrebbe essere necessario aggiungere ancora un po' di vino, a seconda di quanto assorbe la farina. Fate riposare l'impasto sulla spianatoia coperto da una ciotola. Prelevate porzioni d'impasto e passatele alla sfogliatrice tipo Imperia, dapprima alla prima tacca fino ad ottenere delle sfoglie lisce e uniformi. L'ultimo passaggio deve essere effettuato alla penultima tacca. Con la rotella dentata ritagliate delle strisce larghe 3 cm e lunghe 30 cm e velocemente, dato che la pasta si asciuga facilmente, pizzicatele e arrotolatele come in questo video. Tenete a portata di mano una ciotolina con dell'acqua per inumidire i polpastrelli alla bisogna. Fate riposare le cartellate così si asciugheranno un po'. Friggetele poche per volta in olio caldo profondo e fatele sgocciolare bene su carta assorbente. Al momento di servirle, riscaldate il vincotto in una padella e, molto delicatamente, immergetevi le cartellate con una schiumarola. Scolatele e mettetele su un piatto di portata.


Note e consigli:
  • Diciamo pure che non è un dolce che si può preparare da soli 😅
  • Il vincotto è che riduzione (a fuoco lento) del mosto novello finché raggiunge la consistenza di uno sciroppo. È fra gli ingredienti di numerosi dolci tradizionali pugliesi. Può essere sostituito da quello di fichi, impropriamente chiamato vincotto, che si realizza stracuocendo fichi secchi. Per il suo sapore spesso viene sostituito dal miele. A Torino si trova facilmente al mercato di Porta Palazzo. Credo che si trovi comunque on line fra le specialità regionali.
  • Come potete vedere dalle foto, le mie non hanno tenuto bene la forma dopo la frittura perché non le ho fatte asciugare abbastanza, ma anche a causa dell'impasto sottilissimo. Spesso in vendita si trovano cartellate spesse, quasi biscottose. Nella mia famiglia si usano così, leggerissime e friabili. 

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