STRACCIATELLA ABRUZZESE IN BRODO


Buona domenica! Come state? Io sono reduce da una doppia quarantena, di cui una preventiva, nelle classi dei miei figli. Chi ha figli in età scolare, mi capirà. 😱
In questi giorni freddi e scoraggianti, ho sentito la necessità di una minestra corroborante, il cui ricordo risale ad una quarantina d'anni fa. 
È incredibile, o forse no, come io ricordi esattamente le occasioni in cui ho assaggiato un piatto nuovo. Mi si sono stampate nella memoria. 

I miei zii vivevano per lavoro in Abruzzo, nella provincia di Pescara, al confine con quella dell'Aquila. Ricordo tanti piatti delle visite che spesso facevamo a casa loro: i miei primi arrosticini, il mio primo formaggio fritto, una torta cioccolato e noci (di cui, purtroppo, si è persa la ricetta) e questa minestra.
Mi fu offerta dopo un funerale in una vecchia cascina in campagna. 

Negli anni è stata spessissimo riproposta sia da mia zia che da mia madre. Da tantissimo non la mangiavo e, complice un mazzo di cicoria catalogna che era presente nel pacco dell'ortofrutta che mi è stato consegnato, ho deciso di rifarla. A proposito, la prossima volta devo raccontarvi di questo servizio per la particolarità che ha.

È una minestra che si serve tipicamente a Natale o Pasqua e si distingue dalla comune stracciatella per la presenza di verdure. Ma veniamo alla ricetta.

Ingredienti per 4 persone: 

4 uova bio
6-8 cucchiai di pecorino grattugiato
200 g di cicoria lessata e strizzata
noce moscata
un paio di litri di brodo, io ho usato quello di croste di parmigiano 


Tritate finemente al coltello la verdura. Sbattete in una ciotola le uova e il pecorino. Profumate con la noce moscata grattugiata. Non è necessario salare. Aggiungete la cicoria e mescolate. Portate a leggero bollore il brodo, versatevi il composto e mescolate per 3-4 minuti. Ci vorrà pochissimo per far rapprendere l'uovo. Ve ne accorgerete perché assorbirà il brodo e aumenterà di volume. Servite subito, accompagnando con altro formaggio, se gradito.

Note e consigli:
  • In Abruzzo vengono usate anche altre verdure come la scarola e le biete o addirittura i cardi. Nelle versioni più ricche è presente anche la carne del brodo sfilacciata o delle piccolissime polpettine lessate nel brodo stesso.
  • Io ho utilizzato il brodo di parmigiano, ma tradizionalmente si utilizza quello di carne, ovviamente. La mia versione è ottima per i vegetariani.
  • L'Abruzzo è terra di pecore, quindi è ovvio che si utilizzi pecorino, ma se volete ingentilire un po' il gusto potete usare metà pecorino e metà parmigiano.

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